17 gennaio 2012
ATTENZIONE!
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16 gennaio 2012
Quante pensioni
Quante pensioni
"Quante pensioni si sarebbero salvate rinunciando agli F35
per fare la guerra?" si chiede Oliviero Diliberto, segretario
nazionale del Partito dei Comunisti Italiani.
Già, quante?
Secondo stime il risparmio sarebbe stato di circa 15/20
miliardi, pari a due terzi della manovra del governo Monti.
E invece no: si è scelto di l'acquisto di costosi giocattoli per
permettere ai generali di continuare a giocare alla guerra.
La riduzione delle spese militari non è stata nemmeno sfiorata
dalla manovra. Si tratta di spese che pongono l'Italia tra i primi
dieci Paesi al mondo per spesa militare.
E' utile sapere che ogni cittadino italiano è chiamato a
spendere, pro-capite, più di un cittadino tedesco. La
Germania se lo può permettere! Ma noi?
In neo ministro della Difesa Giampaolo Di Paola nel suo
messaggio di fine anno alle Forze armate contiene - era ora -
l'implicita ammissione di una verità di cui molti italiani sono
consapevoli da tempo. Il neo ministro dice, in buona
sostanza, che le Forze Armate italiane sono in soprannumero,
e bisogna ridurne gli organici.
Costano troppo (23 miliardi di euro) e questo anche perché
abbiamo troppi soldati e soprattutto troppi ufficiali e sottufficiali.
Nonostante questo, la recente manovra del governo Monti le
spese militari non le ha nemmeno sfiorate. Si tratta di spese
ingenti che ci mettono sempre tra i primi dieci Paesi al mondo
per spesa militare. Spendiamo pro-capite più della Germania.
Ce lo possiamo permettere?
Sono 180mila persone, che fanno lievitare i costi a tali livelli
da risultare incompatibili con la crisi economica in atto.
Abbiamo più generali dell'esercito degli Stati Uniti, più ufficiali
e sottufficiali che soldati (dati già denunciati nel precedente
post del 19.11.2011 dal titolo "Un Paese di generali")
Farci dire dal ministro della Difesa (un ammiraglio) che la
ristrutturazione che aspetta le Forze Armate nel 2012 deve
essere all'insegna "della operatività e dell'efficienza", è il
colmo!
Non dovrebbe essere la politica a dire tutto ciò? Non è
evidente che la politica italiana non è una cosa seria se deve
attendere che queste denunce debbano essere fatte da un
militare il quale avrebbe tutto l'interesse a dire il contrario.
Il neo ministro, però, mentre auspica la riorganizzazione del
personale, non ha alcun ripensamento sul programma dei
cacciabombardieri F35 (15/20 miliardi di euro) né tanto
meno su una missione di guerra come quella in Afghanistan,
che costa centinaia di milioni di euro l'anno.
E' probabile che l'ammiraglio-ministro pensi ad una riduzione
del personale per destinare i risparmi ai sistemi d'arma.
Pensare che le nostre Forze Armate abbiano poi un ruolo
"di pace" nel mondo significa essere ..... "fuori del mondo"!
In Afghanistan, ad esempio, è in corso una guerra da dieci
anni e i nostri soldati vi sono pienamente coinvolti. Altro che
"missione di pace"!
Sì: senza le pazze spese militari si sarebbero salvate molte
migliaia di pensioni!
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14:09 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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14 gennaio 2012
Per favore
Per favore
Per favore, liberateci dalle agenzie di rating. Lo dicono persino
i tedeschi!
Un coro di politici dell'Unione europea si è levato verso la metà
dell'anno passato per denunciare l'oligopolio di queste agenzie
che seguitano a fare il bello ed il cattivo tempo nei giudizi da
assegnare a tutti i Paesi del mondo.
Corifeo di questa denuncia è stato il ministro delle finanze
tedesco Wolfgang Schäuble (il che è tutto dire), che dopo la
valutazione del debito sovrano del Portogallo - valutato come
"spazzatura" da una agenzia di rating - ha garantito che l'Unione
europea farà tutto il possibile per mettere fine allo strapotere
finanziario di queste agenzie.
La rabbia dei Paesi europei non è nuova: già nel 2008 avevano
iniziato gli attacchi contro gli assurdi maneggi delle agenzie
senza, peraltro, contenere la continuazione di danni colossali
che continuavano a produrre.
Gli Stati Uniti hanno modificato il loro regolamento bancario per
limitare il potere delle agenzie e la Cina si è dotata di una propria
agenzia nazionale, ma l'Europa no, l'Europa!
L'unione europea si è limitata a 'sgridare' le agenzie, ma senza
assumere alcun provvedimento
Alcuni "addetti ai lavori" affermano che, considerata la debolezza
dell'Europa (ahinoi), è assolutamente normale che le agenzie
mostrino i bicipiti e cerchino di spingere al limite la vulnerabilità
della moneta unica europea.
Eh sì: perché non si tratta soltanto delle difficoltà del Portogallo
(o della Grecia) nel raggiungere gli obiettivi fissati, ma anche di
altri Paesi, tra i quali il nostro.
Il comportamento delle agenzie per certi versi è uguale a quello
degli avvoltoi che volano in circolo su un cadavere, pronti ad
aggredire la carcassa, questi, e pronte ad aggredire una moneta
agonizzante, quelle.
E così le agenzie di rating, constatando l'enorme fragilità delle
istituzioni che hanno dichiarato loro guerra, aumentano la
pressione e rafforzano l'offensiva. Non c'è da aspettarsi nulla di
buono!
Herr Wolfgang, in qualità di ministro delle finanze del Paese più
forte d'Europa, chieda che siano i Paesi dell'Unione a emettere
valutazioni sulla serietà e credibilità delle agenzie di rating,
E non viceversa!
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12 gennaio 2012
Ho il sospetto che .....
Ho il sospetto che .....
Ho il sospetto che, ma è solo un leggero sospetto, che
alcuni tra rappresentanti del popolo italiano che siedono
in Parlamento siano stati un po' ..... 'suscettibili' alla
compravendita dei voti per la difesa di personaggi
dalla dubbia onestà (sarà, ovviamente, la Magistratura
ad accertare le accuse mosse al Cosentino), e che
intorno a questo caso - così come per altri casi - faccia
corpo unico per la propria autodifesa.
Non sarebbe la prima volta: è già successo il 14
dicembre del 2010 quando un gruppo di “onorevoli” è
passato - armi e bagagli - alle dipendenze dello
stradentiera.
Segnali lasciano intuire che una parte dei quadrumani
del nord (e prego di notare che io non per mia colpa
appartengo al profondo nord) di concerto con i cultori
degli scioperi della fame e ..... della sete, unitamente ai
cortigiani senza dignità dello stradentiera, siano stati
'sollecitati' ad assegnare il proprio voto a chi aveva tutto
l'interesse che il risultato della votazione alla Camera
avesse il risultato che ha ottenuto!
Forse una vendita del proprio voto magari senza
ottenere nulla in cambio, ma solo per profonda e
devota cortigianeria.
Non ho mai accettato la teoria del "sono tutti uguali" ed
ho sempre ritenuto che nello sfasciume generale
qualcuno o qualcosa si potesse salvare. Non ho mai
nemmeno accettato la dizione, ormai invalsa, di titolare
come "classe politica" i dirigenti politici, il personale
politico.
Ora sto pian piano cominciando a ricredermi: che
siano davvero una classe politica dedita solo agli
affari propri? A depredare lo Stato? Ad uscire indenni
(anzi a non entrare nemmeno) da ogni tentativo di fare
giustizia? Ma in che Paese viviamo?
Sono domande retoriche. La parte più sveglia del
popolo italiano sa benissimo in che Paese viviamo!
Viviamo in un Paese dove - purtroppo - la grande
maggioranza del popolo elettore è la copia fedele della
classe dirigente.
In questa situazione vacilla anche l'ottimismo marxiano,
quello che affermava che nulla nelle vicende umane
nulla è definitivo, ma, che con la volontà umana, tutto è
trauseunte, tutto è in continuo, incessante divenire.
Che tristezza, la commedia di oggi alla Camera!
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20:57 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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11 gennaio 2012
Mercati
Mercati
Mercati, sempre mercati: borsa mercato, calcio mercato,
mercato del lavoro, mercato a dritta, mercato a manca,
mercato in alto, mercato in basso. Non se ne può più!
Siamo diventati schiavi di questa brutta espressione,
soprattutto di quella di "mercato del lavoro".
Il lavoro nel concetto capitalistico non è uno strumento
per il completamento della personalità umana, o per l'
espressione della propria personalità, ma è solo un
mezzo per produrre e, poi, consumare.
Un mezzo completamente asservito all'ideologia del
consumismo: chi produce e consuma è considerato un
uomo, vero; chi non produce, né consuma è un fallito.
Teoria che ben si addice alla cultura anglosassone per
la quale chi produce e consuma dimostra chiaramente
di essere un prediletto da dio; chi non lo fa è perché è
colpevole e dio non lo ha scelto tra i suoi eletti.
Roba da morir dal ridere, ma questa è la cultura luterana
del lavoro.
Che c'entriamo noi, cattolici e mediterranei, con questa
cultura? Se c'entriamo è solo perché la nostra cultura
si è completamente e supinamente asservita a quella
dei padroni amerikani!
Il mercato del lavoro ricorda quello degli schiavi,
comprati o venduti a seconda degli interessi dei padroni;
ricorda anche il mercato delle braccia ancora valido in
alcune zone del nostro Paese.
Ribelliamoci a questa definizione inopportuna ed
offensiva verso i lavoratori considerati merce senza
valore che si può comprare o vendere nel "mercato".
Ribelliamoci al termine mercato anche in tutte le altre
situazioni dove se ne può fare tranquillamente a meno.
In una sola occasione non si può prescindere da tale
espressione: quando si parla di mercato rionale, di
mercato coperto, di supermercato, di mercato
settimanale, di ipermercato.
(Scusate: questo è uno sfogo!).
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08:37 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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09 gennaio 2012
S'evade d'Ampezzo
S'evade d'Ampezzo
Bella questa arguta trovata giornalistica. E' proprio così:
"si evade da un pezzo", ed ora il nuovo governo, pur tra
mille distinguo, ma con la recente dichiarazione del suo
Presidente: “le mani in tasca agli italiani vengono messe
dagli evasori fiscali”, comincia a piacere.
“Si evade da un pezzo”, questa famosa località turistica,
cuore e perla delle Dolomiti, è stata assaltata il 31
dicembre da un blitz dell'Agenzia delle entrate.
Il blitz ha suscitato un coro di proteste da parte di tutti
coloro che dichiarando un reddito annuo di trentamila
euro sono possessori di auto di grossa cilindrata, aerei
e barche (tutta robetta da quattro soldi).
"Questo non è un Paese democratico, ma uno Stato di
polizia; essere ricchi non è un reato!" è la stata la canea
scatenata dal sindaco di 'Si evade da un pezzo', dai
bottegai locali (i quali hanno visto quadruplicare i loro
guadagni a seguito del blitz e che, perciò, dovrebbero
essere grati all'Agenzia delle entrate che ha deciso
questa azione), dai 'poveri' frequentatori di questa
località, da onorevoli ed ex ministri del PdL (che
significhi Popolo di Ladri?), da lacché di varia natura.
No, si tranquillizzino: essere ricchi non è un reato, ma
lo è quello di non npagare le tasse!
E se per farle pagare è necessario uno Stato di polizia,
benvenuto allo stato di polizia! Uno Stato di polizia vero:
che consideri l'evasione fiscale un reato penale (anche
se in più occasioni lo stradentiera nazionale ha
teorizzato il diritto a non pagarle), che l'evasore sia
ammanettato, costretto a pagare tutto il dovuto, multa
e interessi e, poi, finisca dietro le sbarre!
Manette agli evasori, sissignori, manette agli evasori.
In Amerika, che pure non è il mio Paese ideale, gli
evasori fiscali sono trattati con estrema durezza, tant'è
che i criminali degli anni '20, '30, ecc. erano terrorizzati
non tanto dai crimini commessi, ma da quello di essere
scoperti e condannati per l'evasione fiscale.
Se qualcosa di deve imparare da quel Paese è proprio
questo: serietà e durezza per chi non paga le tasse!
Ne prendano atto i cultori e gli amanti del sistema di
vita e della civiltà amerikana.
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07 gennaio 2012
Pena di morte
Pena di morte
Pena di morte sì, pena di morte no: da tempo immemorabile
è in corso una diatriba tra i sostenitori dell'una e dell'altra tesi!
Chi ha ragione? Chi ha torto? Difficile stabilirlo perché i
sostenitori delle due tesi hanno ragioni da vendere.
Chi la sostiene privilegia il diritto della società all'auto tutela
piuttosto che a quella del singolo. Non è un caso che proprio
nelle società profondamente religiose (nelle teocrazie) l'idea
della sua abolizione non sfiori nemmeno il governo ed il
popolo.
Lo stesso vale anche per i Paesi democratici (non teocratici),
soprattutto quelli anglosassoni dove - molto spesso - la
religione protestante si coniuga con le leggi della convivenza
civile più severa.
Il perché è presto detto: nel protestantesimo il concetto di
"perdono" è molto meno sentito che nel cattolicesimo.
Secondo Lutero la fede è un dono di dio e viene concessa
a suo insindacabile giudizio. Se qualcuno difetta di questo
dono è perché è stato reietto da dio, e quindi è colpevole, e
non saranno le sue opere - ancorché meritevoli - a salvarlo!
Con ragioni diverse, ma con lo stesso risultato, anche nelle
società ex comuniste la pena di morte aveva una ragione di
esistere: il colpevole non era degno di far parte della società
perché l'aveva tradita col suo comportamento asociale, e la
società aveva il dovere di difendersi.
Chi non la sostiene parte da un altro presupposto: il reo, il
criminale è colui che ha sbagliato e che come tale va posto
in condizione di non nuocere più mediante l'incarcerazione.
Ma la carcerazione non è intesa come una vendetta della
società, bensì come uno strumento di difesa sociale e,
soprattutto. come strumento di rieducazione del condannato.
La nostra Costituzione repubblicana, una delle migliori del
mondo (anche se stradentiera ridens la vorrebbe modificare)
lo dice chiaramente.
Chi ha ragione dunque? Difficile da dire!
Quando si vede che (specie nei Paesi anglosassoni, islamici,
e nella Cina) la pena di morte viene comminata molto
frequentemente si è colti da un moto di rabbia e di condanna
verso quelle società, che non esitiamo a definire incivili.
Ma quando vediamo che in altri Paesi un pluricondannato
per omicidio, stupro, pedofilia, infanticidio, ecc. dopo aver
subito varie condanne all'ergastolo continua a commettere
gli stessi reati a seguito di incomprensibili condoni, allora si
è colti da un altro moto di rabbia e da una domanda: perché
in quel Paese non viene introdotta la pena di morte?
Le cronache sono piene di casi di questo tipo, ne valgano
due per tutti: un assassino condannato all'ergastolo per
stupro e omicidio di una giovane (delitto del “Circeo”) che
viene posto in libertà e dopo pochi mesi si rende
protagonista di un analogo reato con lo stupro e l'assassinio
di due donne (madre e figlia) che reazione può provocare
nella gente onesta, se non quella della richiesta
dell'introduzione della pena di morte?
E ancora: un pluriomicida, il terrorista fascista (Giuseppe
Valerio "Giusva" Fioravanti), che nonostante si trovi in
prigione per scontare la pena dell'ergastolo riesce ad
assassinare uno suo "collega" ergastolano, quali reazioni
può provocare nella gente normale?
Qualcuno crede che i criminali di quel tipo possano essere
rieducati?
A mio modesto parere ogni società deve regolarsi sul tema
della pena di morte come meglio crede e sulla base della
propria cultura giuridica.
Io non mi batterò per l'eliminazione della pena di morte
laddove esiste, così come non mi batterò per la sua
introduzione laddove non esiste!
Ogni società si doti della legislazione che vuole senza dover
continuamente subire le rampogne dei vari cacasenno sparsi
per il mondo.
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09:02 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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05 gennaio 2012
Spendaccione
Spendaccione
Il giornalista Oscar Giannino (noto comunista) ha condotto
uno studio sull'origine e sull'andamento del debito pubblico
italiano.
Oscar Giannino ex economista del 'Foglio' di Giuliano
Ferrara (altro noto bolscevico), poi di 'Libero' ed ora del
'Sole 24 Ore' (quotidiano della CGIL) ha scoperto quanto
segue:
"""Dal 1946 al 1992, la Prima Repubblica ha accumulato
un debito pubblico pari a circa 6-700 miliardi di euro. Tutto
il restante, ossia i 1300 miliardi di euro che hanno portato il
debito pubblico italiano a quasi 2 milioni di miliardi di euro,
lo ha fatto la Seconda Repubblica, e in ordine i governi
Berlusconi, Amato, Ciampi, D'Alema e Prodi""".
Secondo i calcoli di Oscar Giannino, dunque, """mentre la
Prima Repubblica accumulava una media giornaliera di
47,5 milioni di euro di debito al giorno, la Seconda è arrivata
a oltre 200 milioni di euro al giorno, quasi quintuplicando la
cifra""".
E' ancora più divertente sentir uscire dalla bocca di Oscar
Giannino che """i raffronti tra governi di centrodestra e
centrosinistra, il record di debito pubblico accumulato da un
governo sono stati i 330 milioni al giorno accumulati dal
governo Berlusconi (stradentiera ridens). e che nell'ultimo
governo non è sceso di molto: 207 milioni di euro al giorno
di debito""".
Molto, anzi moltissimo se si pensa alla campagna contro la
spesa pubblica su cui il governo Berlusconi ha fatto
campagna per vent'anni.
E pensare che gli "spendaccioni", (ossia i comunisti), hanno
invece portato avanti un percorso molto più virtuoso: con
Prodi il debito pubblico è aumentato di circa 96 milioni
di euro al giorno, con D'Alema è arrivato addirittura a 76
milioni di euro al giorno""", che cos'ha da ribattere il PdL
(con "L" vigilata)?
Che dire? Si può solo dire che questo giornalista è un
pericoloso comunista che è riuscito ad inflitrarsi in molti
quotidiani progressisti, l'ultimo dei quali è quello della
Confindustria.
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08:39 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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02 gennaio 2012
Certezza della pena
Certezza della pena
In Italia chiunque abbia commesso un delitto e che, per tale
delitto gli sia stata comminata una pena è quasi certo che
non la sconterà completamente!
In Italia, uno dei Paesi più avanzati del mondo per il tentativo
di rieducare il condannato, avviene che dopo pochi anni, chi
ha subito la condanna riacquista la libertà.
La condanna non è, né deve esserlo, una vendetta che la
società esercita su chi ha infranto le norme del corretto
vivere civile, ma, come ricordato la pena deve tendere al
recupero sociale del condannato.
In questo Paese, culla della civiltà giuridica, che tante lezioni
ha dato ad altri Paesi del mondo e dove la giustizia è super
garantista avviene che un procedimento penale prevede due
gradi di giudizio: dopo una prima sentenza di condanna
l'imputato - com'è noto - può ricorrere in appello e la stessa
cosa (ma per ragioni opposte) può fare anche la Procura
della Repubblica. E dopo la sentenza di secondo grado
esiste ancora un'altra possibilità: ricorrere alla Corte di
Cassazione la quale non esamina il caso, ma valuta ed
emette un giudizio di legalità: controlla che il procedimento
che ha portato alla sentenza abbia rispettato in tutto e per
tutto le norme della procedura previste.
Non è escluso che il procedimento non abbia rispettato
completamente tali norme e. allora, la corte invalida il
processo e lo trasferisce ad altra sede per essere rifatto.
La storia di questo Paese è ricca di sentenze cassate e di
procedimenti iniziati daccapo. Alcune volte esce vincitore
l'accusato, altre la Procura della Repubblica.
Bene! Dopo queste elementari considerazioni guardiamoci
intorno per renderci conto e per vedere che cosa avviene.
Avviene che pericolosi delinquenti responsabili di decine
di assassinii per i quali sono stati condannati definitivamente,
con sentenza passata in giudicato - quindi non più
appellabile - a tre, quattro, cinque ergastoli dopo pochi anni
si ritrovano in libertà.
Dubito che siano stati rimessi in libertà in virtù della loro
rieducazione sociale, ma piuttosto al fatto che in questo
Paese la “certezza della pena” è un'utopia!
E allora, poiché la certezza di scontare in carcere tutta la
pena non esiste occorre correre ai ripari: sostituire la pena
carceraria con un'altra molto peggiore: obbligare i rei ad
ascoltare tutti i discorsi dei leghisti padani!
Quasi certamente, per non essere costretti a subire questa
sofferenza, chiederebbero di essere nuovamente reclusi!
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01 gennaio 2012
Capodanno
Capodanno
E così ancora una volta l'umanità impazzisce di gioia per
la festa dei capodanno!
Ma questa festa internazionale non avviene in nello stesso
momento, in contemporanea, avviene in orari diversi nel
volgere di ventiquattr'ore.
Poiché il capodanno rappresenta il momento preciso in
cui il pianeta completa la sua rivoluzione intorno al sole, il
capodanno dovrebbe essere festeggiato nello stesso
identico momento in ogni punto del pianeta.
Soltanto se l'anno finisse - o cominciasse - secondo il
moto di rotazione intorno al proprio asse avrebbe senso
festeggiare l'avvenimento in orari diversi.
Ma così non è! Le zone collocate ad est della linea
internazionale di cambio della data lo festeggiano alle
ore zero, quelle collocate ad ovest di tale linea (anche se
distanti di pochi chilometri) lo festeggiano ventitré ore più
tardi! Tra i due estremi si festeggia in ore diverse a
seconda della longitudine.
Non è un'assurdità?
Quanto sopra viene scritto non per spocchia, ma per far
risaltare la stupidità - a mio parere - di coloro che si sono
apprestati a festeggiarlo.
Se l'orario per i festeggiamenti avesse un senso allora
dovrebbe essere indicato con un altro criterio: il momento
esatto nel quale inizia l'equinozio di primavera, o quello
d'autunno, o il solstizio d'estate, o quello d'inverno, a
scelta. Solo questi avvenimenti avvengono in
contemporanea in tutto il pianeta e, anche se anno dopo
anno, ad orari diversi .
Infine perché il primo gennaio e non il 25 ottobre, o una
qualsiasi altra data, oppure le mia data di nascita?
La tradizione vorrebbe che la scelta sia caduta il primo
gennaio perché in questo giorno "il sole rinasce" dopo il
periodo di buio.
Sciocchezze: il sole rinasce a seconda del punto di
osservazione, insomma secondo la latitudine.
Se il capodanno dev'essere un'occasione di convivialità
lo si festeggi pure, ma non lo si chiami capodanno!
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00:25 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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30 dicembre 2011
Finzioni
Finzioni
Agli italiani sembra che le finzioni siano di loro gradimento.
Mi riferisco ovviamente alle finzioni linguistiche, non a
quelle della vita quotidiana.
Per tale ragione che se una severa legge verrà chiamata
"norma" o "leggina" ecco che avrà perduto molto della sua
virulenza.
Se l'ufficio delle imposte verrà chiamato "Agenzia delle
entrate" i connazionali potranno facilmente scambiarlo per
un'agenzia turistica.
Lo stesso vale per alcune caratteristiche umane: chi difetta
del senso della vista sarà chiamato "ipovedente", e
"diversamente abile" colui che la natura ha ingiustamente
punito per averlo duramente colpito nelle sue caratteristiche
umane, "robusto" o "ben piazzato" chi si trova in sovrappeso.
Sono molteplici, quasi innumerevoli, le finzioni linguistiche,
ma tutte hanno lo scopo di celare il vero senso della realtà.
I maestri nell'invenzione e nell'uso di queste finzioni sono i
grandi manipolatori delle coscienze, i quali, disponendo
spesso di grandi mezzi di comunicazione, hanno buon
gioco nella formazione del lessico quotidiano e nelle finzioni
che da esso derivano.
Ogni allusione non è casuale, ma la concentrazione in una
sola mano di molte trasmittenti televisive ha contribuito alla
produzione di molte finzioni: "Forza Italia", il "Popolo delle
Libertà", la prossima "Viva l'Italia" che cosa sono, se non
finzioni che nascondono una realtà che deve essere celata?
Molto spesso si dimentica che è il "nome che deriva dalle
cose" e non le "cose che derivano dal nome" ("res
consequentia nominum sunt!", e non "nomina consequentia
rerum sunt!").
Deve averlo scoperto perfino lo stradentiera. Scopriamolo
anche noi!
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28 dicembre 2011
Sono ancora in pista
Sono ancora in pista
"Sono ancora in pista", così ha detto lo stradentiera ridens
durante un collegamento telefonico con don Gelmini il
giorno di Natale.
Considerando la sua "faccia de tola", come direbbe un
lombardo, intendeva dire che era ancora in lizza per le
prossime elezioni politiche.
Chi sperava che il suo essere "ancora in pista" volesse
dire la "pista" del circo equestre rimarrà deluso!
Non intendeva la pista dell'arte circense, ma quella delle
elezioni politiche.
Nessuno tra i suoi lacché - in gran parte impauriti - gli ha
ancora detto che il suo posto è nel circo Togni in qualità
di clown, nelle feste di strapaese in qualità di imbonitore
di infima qualità, oppure nella società civile, ma col ruolo
di quaquaraquà.
Dovremo quindi sopportarlo ancora per i prossimi venti
anni? Spero ardentemente di no, ma non vorrei che la
sua sparizione fosse dovuta solo a cause anagrafiche
invece ad una definitiva cacciata a calci in c....!
Non ne ha avuto abbastanza ? Non è ancora contento
di aver governato questa Penisola a "tempo perso"? Non
è felice di aver ridotto l'Italia ad una barzelletta mondiale?
Non gli è bastato aver fatto il possibile per ..... non fare
nulla per contrastare la crisi in atto?
D'accordo, d'accordo: questa crisi - non solo economica -
ma del sistema capitalistico non è nata in Italia. E' stata
originata dai suoi amici amerikani, ma è stata resa più
grave perché il clown fino all'ultimo momento ne ha negato
l'esistenza.
Vi ricordate le sue parole? La crisi non esiste, l'Italia non
è in crisi, l'Italia è uscita dalla crisi prima e meglio degli
altri Paesi (non si riesce a capire come un Paese possa
uscire dalla crisi "prima e meglio degli altri" se non vi è
mai entrato). Mistero!
E così il 'claun' con la sua faccia di bronzo si sente ancora
in pista? Ma per fare cosa? Completare l'opera di
distruzione dell'Italia? Aggiungere altro obbrobrio a quello
che già pesa sullo Stivale?
Ma, ahinoi, il suo sentirsi ancora in pista non esclude un
suo trionfale ritorno alla politica. Sarebbe il colmo, ma non
è da escludere perché i connazionali non hanno mai dato
nel recente passato prova di grande intelligenza politica.
Ancora oggi, dopo la sua caduta, non mi sembra sia
cambiato granché nella formazione-informazione dei
concittadini.
In questo Paese può succedere di tutto!
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25 dicembre 2011
Femmine, donne, o signore?
Femmine, donne, o signore?
E, specularmente, maschi, uomini o signori?
Sembra un'inutile curiosità, ma è fondamentale per la
comprensione del genere umano e della società civile
che esso ha saputo costruirsi.
Non mi interessano, nella fattispecie, le società del
resto del mondo: mi interessa quella italiana, quella
nella quale vivo e di cui faccio parte.
A mio parere la suddivisione - un po' semplicistica -
e della quale chiedo preventivamente perdono a chi
si sentisse personalmente offeso, è che le”femmine”,
tra gli animali viventi, sono coloro che sono adatte
per la riproduzione della specie; le “donne” sono la
parte femminile dell'umanità; le “signore” sono donne
che hanno qualcosa in più: sensibilità, intelligenza,
comprensione, altruismo, ecc.
Le prime sono considerate - dalla comune cultura
della destra - "meati deambulanti"; le seconde “madri,
mogli, sorelle”; le terze quelle che si distinguono -
anche e meglio degli uomini - nei rapporti sociali e
nell'aiuto disinteressato rivolto verso i più deboli.
Costoro sono la “crème” della società, la crème
intellettuale!
Le prime appartengono alla classe "escort" e campano
grazie al meato ambulante di cui dispongono; le
seconde per la famiglia; le terze per la famiglia e per
la società.
Le prime sono gradite al nostrano stradentiera ridens,
ai “rambo” di periferia, agli arricchiti, ai “machos” ed a
tutti gli affini: gli uni e le altre vivono solo per questo!
Le seconde sono gradite agli uomini normali, quelli
che vivono soltanto del loro onesto lavoro; le terze
sono gradite agli uomini di particolare intelligenza ed
impegno sociale.
E' facile, a questo punto, tentare la formazione delle
coppie umane: la femmina si accompagnerà al
maschio; la donna all'uomo, e la signora al signore.
Questa non è un'elementare suddivisione del genere
umano dettata da una visione moralistico-fideistica,
ma solo dal tentativo - forse non riuscito - di saper
distinguere le varie caratteristiche umane.
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24 dicembre 2011
V.H.E.M.T
V.H.E.M.T
Non si può mai smettere di stupirsi nello scoprire come
la stupidità umana sia illimitata!
Casualmente ho avuto modo di leggere e di conoscere
(a seguito di una segnalazione pervenutami) questo
movimento: VHEMT Movimento per l'Estinzione Umana
Volontaria (Voluntary Human Extinction MouvemenT).
E' una cosa da non credere!
La prima impressione, dopo una veloce lettura, è che, si
tratta di una montagna di stupidità; di un movimento
delirante; una montagna di sciocchezze, senza una base
logica, né scientifica, né sociologica, né politica, né storica,
né ottimistica (ottimistica in senso marxista), né nient'altro!
Premesso che il nostro pianeta, così come l'intero
universo, non è stato creato; non è stato fatto, ma è il
frutto di una evoluzione, della quale ancora non si
conoscono tutti i particolari, è il frutto del caso e non di
un'intelligenzaextra-umana!
Premesso, anche, che oltre a non essere stato creato,
non è stato, nemmeno, affidato in consegna a qualcuno;
premesso tutto ciò il nostro pianeta è stato conquistato
dall'uomo: la specie vivente (ad eccezione dei leghisti
della lega-nord-per-l'indipendenza-dall'intelligenza) più
intelligente ed evoluta.
Il nostro pianeta, così come si presenta oggi, è il frutto
dell'evoluzione della materia, esistente fin dall'origine,
perché la materia è eterna e non si crea, né si distrugge.
Il contrario lasciamolo dire aI credenti di ogni specie e
razza!
Stando così le cose, perché l'uomo (o qualsiasi altro
animale) dovrebbe avere un ruolo da svolgere, come
mi pare di capire dai "profondi" pensieri di questo
movimento?
Nessuno su questo pianeta ha ruoli o compiti da svolgere;
la teleologia, così come la teologia, è un'invenzione dei
preti e se l'uomo ha un compito da svolgere, questo non
gli è stato assegnato dal padreterno, ma se lo è
assegnato da sé.
Tutti, invece, uomini compresi, hanno un percorso
biologico da fare, che è: nascita, vita, morte e questo
percorso dovrebbe essere il più utile possibile, ed anche
il meno doloroso.
L'uomo ha qualche dovere in più, perché, essendo
l'animale che più degli altri si è evoluto, l'animale più
intelligente (sempre con l'eccezione dei leghisti), gli
spetta il compito di consegnare ai suoi discendenti e
ai discendenti degli altri animali, un pianeta che non sia
peggiore di quello che lui stesso ha trovato all'inizio del
suo percorso biologico.
Sono i credenti di tutte le specie e di tutte le risme,
senza distinzione alcuna, che affermano che l'uomo
sulla terra ha un ruolo da svolgere. E dalla convinzione
di questo ruolo da svolgere, alla constatazione
dell'impossibilità di svolgerlo, nasce la disillusione.
Se il credente è convinto che la sua vita discende da
dio, e che da lui ho ricevuto il compito di governare
questa terra e di esserne il signore; se è convinto di
essere migliore e più intelligente di tutti gli altri animali
per la "grazia" ricevuta dal "creatore", allora è chiaro
che da questa convinzione, da questa illusione nasce
la disillusione, nasce la convinzione del suo fallimento,
perché non è stato capace di adempiere a questo
compito.
Da questa disillusione discende la certezza della sua
inutilità, della inutilità dei posteri. Quindi, perché vivere?
Perché non suicidarsi? A che serve l'uomo?
Tutte domande, queste, da contessine annoiate!
Chi, invece, non si pone queste domande idiote, sa di
esistere almeno per rompere le p.... alle contessine
annoiate. E scusate se è poco!
Il proletario esiste per tentare di dare una mano a
tutti gli altri proletari che vorrebbero un mondo fatto a
loro misura! I padroni esistono per tentare di costruire
il mondo a misura dei padroni! I cavalli, se fossero
intelligenti come gli uomini, esisterebbero per tentare
di costruire il mondo a misura dei cavalli! E così via.
Oggi la specie vivente più evoluta è, come già detto,
quella umana, ieri poteva essere quella dei rettili,
domani potrebbe essere quella degli asini (della quale
già si vedono le prime avvisaglie), ma tutto ciò non
deve destare meraviglia: fa parte della visione del
mondo, la nuova visione del mondo: la
Weltanschauung di Marx; insomma, il materialismo
storico e dialettico che ha impregnato di sé la cultura
dell'ultimo secolo e mezzo.
Da una seconda e più attenta lettura delle idiozie
contenute nel programma del VHEMT non posso che
confermare, con estremo vigore, tutto quanto ho detto
precedentemente: si tratta di un movimento delirante.
In primo luogo questo movimento è di origine USA e
gli amerikani dovrebbero cominciare ad estinguersi
per primi, che sono all'origine di quasi tutti mali del
mondo e delle guerre che accese in tutto il pianeta
(guerre per esportare la democrazia? Ma va là: guerre
per esportare il loro capitalismo cialtrone e affamatore
dei popoli!).
Costoro sono i più grandi responsabili della fame nel
mondo; sono i più grandi inquinatori del mondo; i più
grandi consumatori delle risorse naturali del mondo;
i più grandi guerrafondai del mondo; il più arrogante,
ignorante e violento popolo del mondo!
Questo sono!
Che cosa propone la loro demenziale teoria? Propone
di ripulire il mondo dalla presenza degli uomini per
lasciarlo a chi, alle ... zanzare?
Per lasciarlo ai ... topi? Insomma, per lasciarlo a chi?
Propone la distruzione di tutte le forme di vita? Per
lasciare il mondo a chi? Alle montagne? Ai mari? A
chi?
Propongono di riportare il nostro pianeta alle condizioni
iniziali: un ammasso di vulcani senza alcuna forma di vita?
E poi? Riprendere tutto daccapo con le primitive forme
di vita che via-via si evolvono fino alla forma di vita
superiore: l'uomo?
Che cosa vogliono questi questi sotto-sviluppati?
Estendere il loro sotto-sviluppo culturale a tutto il mondo?
Comincino ad estinguersi loro, che l'umanità gliene sarà
grata!
Le persone mediamente intelligenti (sempre ad
esclusione dei leghisti) devono prestare molta attenzione
per non diventare succubi di queste teorie dementi e
antistoriche, proprie delle contessine annoiate e dei
ribelli da salotto, che sposano queste teorie unicamente
per dimostrarsi moderni, contestatori e dissacratori, ma
che dimostrano, in realtà, quanto sono stupidi!
Propongono anche, questi amerikanoidi, di evitare di
mettere al mondo figli perché gli esseri umani sono il
flagello del pianeta.
La decisione di non avere figli può anche essere una
scelta giusta, una scelta culturale, che tiene conto di
una molteplicità di ragioni, personali, familiari, di coppia,
ma non può essere una scelta dettata dalle ragioni che
si leggono su sito di quello strampalato movimento, una
ragione unicamente indirizzata all'autodistruzione del
genere umano.
Invece: viva le famiglie numerose, purché non amerikane.
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22 dicembre 2011
Borsa e sanità
Borsa e sanità
Tutte le Borse valori del mondo sono strettamente collegate
allo stato di salute di alcuni sconosciuti personaggi della
finanza, dei governanti, dei dittatori e affini. Lo sapevate?
Se godono di ottima salute le quotazioni dei titoli della borsa
vanno bene, ma al primo starnuto ecco che le quotazioni
precipitano.
Gli inesperti giocatori in borsa sono avvertiti: il valore delle
azioni non è determinato dall'andamento produttivo della
azienda che ha emesso quelle azioni, ma dal numero degli
starnuti del suo "manager".
Se l'andamento aziendale è ottimo, se il prodotto trova il
gradimento dei consumatori, se il prezzo è ragionevole, ma
il manager è cagionevole di salute, ecco che il valore delle
azioni precipita.
Specularmente dovrebbe avvenire il contrario: se il prodotto
è pessimo, il prezzo elevato, il consumatore non lo gradisce,
ma il manager gode si ottima salute, ecco che il valore delle
azioni aumenta.
Misteri della finanza dei quali non me ne f.... niente poiché io
non gioco in borsa, ma a freccette!
Questo mistero dovrebbe però essere un termometro per
le compagnie di assicurazione sulla vita. Per stabilire il
grado di rischio ed il conseguente premio di assicurazione
da pagare, le compagnie potrebbero seguire l'andamento
del valore delle azioni per conoscere il grado di salute del
manager che intende accendere un'assicurazione sulla
propria vita.
Si eviterebbero così lunghe, laboriose e incerte indagini
mediche perché nulla, meglio dell'indice MIB, è più preciso
della borsa sullo stato di salute dei manager.
Fa scoppiare dal ridere il povero Marx quando teorizzava,
nella sua critica al capitale, i due aspetti del valore: quello
"d'uso" e quello di "scambio": il primo - come la mia vecchia
auto e le mie vecchie scarpe - non hanno più alcun valore
di scambio, ma un immenso valore d'uso; il secondo - come
l'oro - che ha quello di scambio ma non d'uso.
Marx non ha immaginato il nuovo parametro: la salute del
padrone!
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20 dicembre 2011
Destra, sinistra?
Destra, sinistra?
Il qualunquismo politico dei nostri giorni tende a fare dei
due termini la stessa cosa. Destra? Sinistra? Sono tutti
uguali: sono tutti corrotti!
Che significato hanno queste due parole?
Conviene ricordarlo, per i leghisti della padagna (sic):
in politica hanno almeno due significati: la collocazione
spaziale che, nel Parlamento, occupano rispetto al banco
della presidenza, e la volontà di cambiamento del regime
esistente in un Paese.
Il primo Parlamento ad usare questa denominazione è
stato quello della prima repubblica francese, quella nata
dalla rivoluzione borghese del 1789, e che oggi è entrata
nel lessico politico di tutto il mondo.
Sedevano a sinistra dell'emiciclo (visto dalla presidenza)
i deputati più rivoluzionari: a sinistra sedevano i giacobini,
a destra i girondini, al centro altri.
Anche oggi nei parlamenti democratici si usa questa
collocazione.
Ma la definizione più importante è un'altra: a sinistra si
collocano (non solo in Parlamento, ma anche nel Paese)
tutti coloro che si battono per la modifica radicale della
società, delle sue strutture economiche. culturali e
politiche; a destra tutti coloro, al contrario, vogliono il
mantenimento della situazione attuale.
In un Paese capitalistico le forze di sinistra sono quelle
che vorrebbero la trasformazione della società in senso
socialista. In un Paese socialista le forze di sinistra sono
quelle che vorrebbero la trasformazione in senso
capitalistico.
Destra e sinistra, quindi, se collocati in differenti regimi
sociali, non propugnano gli stessi obiettivi!
In Italia le forze di destra sono chiaramente quelle di
stradentiera e della lega-nord-per-l'indipendenza-
-dall'intelligenza, affiancate da formazioni politiche minori.
E le forze di sinistra sono quelle che, estromesse dal
Parlamento a causa di un'incredibile legge elettorale, si
richiamano ai valori della tolleranza, della solidarietà,
dell'accoglienza, della difesa dei più deboli.
Non è il caso, ora, di elaborare un elenco di tali forze:
chiunque, con un minimo di attenzione e di buona
volontà, può elaborarselo da solo.
Infine non si può tacere sui pericoli nel quali i poveri
cristi spesso incorrono: confondere una forza di destra
con una di sinistra. E' il caso tipico dei sostenitori della
Lega nord. Questa formazione buzzurra e chiacchierona
si presenta come un partito rivoluzionario, ma in realtà,
è un partito reazionario, nato per gli interessi delle
piccole aziende della Valbrembana e per gli interessi
dei numerosi "trota". Questo partito rappresenta la destra
estrema, degna erede di un tragico cavaliere che ha
'governato' l'Italia dal 28 ottobre 1922 al 25 luglio 1943
e poi, ancora, dal 23 settembre 1943 al 25 aprile 1945.
Infine, culturalmente parlando, la destra rappresenta la
violenza, l'esibizione dei muscoli, lo stragismo, la ricerca
del proprio tornaconto personale, il menefreghismo,
mentre la sinistra rappresenta l'esatto contrario: la
tolleranza, la sensibilità sociale, la trasformazione in
senso più democratico delle strutture istituzionali del
Paese.
Anche se “nella criniera di un cavallo di razza può
nascondersi una pulce”, destra e sinistra non sono uguali.
Tutt'altro!
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09:03 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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17 dicembre 2011
Zulu
Zulu
Forse nemmeno nel Paese degli Zulu (con tutto il rispetto
e l'ammirazione per questa popolazione) avviene quanto
avviene in Italia. Le notizie che seguono sono tratte dal
quotidiano 'Il fattoquotidiano' del 10 dicembre 2011.
"""Il nostro Paese ha 325 sedi oltreconfine, più di Stati
Uniti (271), Russia (309), Regno Unito (261) e Germania
(230). Vi lavorano 906 diplomatici (522 all'estero e 387
in sede), 41 dirigenti e 3.457 addetti alle aree funzionali:
costano lo 0,1 per cento del Pil. E quando il personale di
ruolo - diplomatico e non – è “in trasferta”, incassa
regolarmente sia la retribuzione per la missione, sia lo
stipendio “metropolitano”, proprio come fosse a Roma.
L'anno scorso è partita un'indagine conoscitiva in
Parlamento, ma la ritrosia della Farnesina a fornire i dati
potrebbe portare all'istituzione di una commissione
d'inchiesta.
L’ambasciatore italiano a Berlino guadagna il doppio
della cancelliera tedesca. Lui si chiamaMichele
Valensise ed è l’ultimo ambasciatore nominato dal
governo Berlusconi.
Al pari di molti colleghi, dallo Stato Italiano percepisce
circa 20mila euro netti al mese e governa una sede
diplomatica con 58 persone.
Lei si chiama Angela Merkel e dallo Stato tedesco
riceve 9.072,43 netti per governare una nazione con 80
milioni di cittadini, la terza potenza economica del mondo.
Lui 20mila e lei 9.
Lui viene dall’Italia, il Paese dei doppi stipendi e dei
privilegi che – poco se ne parla – proietta nel mondo il
suo sistema di casta e lo propaga attraverso una fitta
rete diplomatico-consolare, uffici di rappresentanza e
istituti di cultura e lingua italiana all’estero""".
Io saprei come commentare questi dati! Qualcun altro
vuole farlo?
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15:08 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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16 dicembre 2011
Alternativa
Alternativa
E così, dopo una larghissima maggioranza al Parlamento,
del tam tam degli organi d'informazione - anche stranieri -
e della benevolenza riscontrata presso l'opinione pubblica
ecco che qualcosa si è guastato!
Non è bastato - né poteva bastare - che il professor Monti
si presentasse come una persona seria e del tutto diversa
del suo predecessore.
Qualcosa si è guastato perché la politica della macelleria
sociale di stradentiera continua come prima, anzi questo
governo è l'erede del precedente, con l'unica differenza
che questo è 'presentabile' agli occhi del mondo intero
mentre quello era cialtronesco ed impresentabile.
In ultima analisi egli nel rimpiazzare stradentiera, si è già
attivato nel perseguimento della stessa politica (come lui
stesso ha affermato) che ha fatto dire al suo predecessore:
"""siamo in buone mani"""!.
Già. I vantaggi dei padroni, degli evasori fiscali, dei ricchi
sono in buone mani. Non lo sono, invece, le ingiustizie
sociali dei lavoratori, dei pensionati, dei soliti poveri cristi.
La differenza tra l'attuale ed il precedente governo sta nel
fatto che il Presidente del consiglio non si dedicherà al
bunga bunga, alle storielle, alle barzellette oscene e che i
ministri sono stati scelti sulla base delle varie competenze
e le ministre non della lunghezza delle cosce o della misura
del seno.
Ma ciò che è maggiormente pericoloso e devastante è che
l'opposizione si è sciolta come neve al sole ed è stato
lasciato nelle mani della sola lega-nord (ed ora anche dell'Italia
del Valori) il compito della rappresentanza contraria al governo.
Ci sarà da rabbrividire nel vedere come un partito fino a ieri
succube e prono di fronte a stradentiera potrà ora svolgere
con successo il ruolo di oppositore.
E allora, stando così le cose, non esiste alcuna alternativa?
L'alternativa esiste, eccome: lotta serrata conto la speculazione
infame che affonda il Paese con nuove regole europee; il
debito "sovrano" gonfiato da masnade di strozzini liberi di
rapinare può e deve essere rimesso in discussione; una nuova
economia basata sulla conoscenza e con il rispetto della natura
può ripartire redistribuendo le ricchezze; riconoscendo diritti
universali; tagliando la precarietà diffusa; le spese militari; la
corruzione e gli sprechi.
Azioni, queste, da compiere senza intimidazioni da parte di
banche, di gerarchie vaticane, padronali, militari, ecc.
Ecco l'alternativa al governo dei Monti e dello stradentiera.
E scusate se è poco!
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10:21 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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14 dicembre 2011
Cittadinanza
Cittadinanza
Severo monito del Presidente della Repubblica rivolto
verso chi ancora non si decide alla concessione della
cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati nel nostro
Paese.
"""E' una assurdità e una follia che dei bambini nati in
Italia non diventino italiani. Non viene riconosciuto loro
un diritto fondamentale""".
Con queste parole Giorgio Napolitano ha ribadito per
la seconda volta nel giro di pochi giorni la necessità di
una nuova legge sul diritto di cittadinanza per i figli
degli immigrati.
Si tratta, secondo il capo dello Stato, di """agire per
riconoscere un diritto e tutelare l'Italia, paese invecchiato,
per non dire sclerotizzato, che ha bisogno di acquisire
energie nuove""".
Come non dare ragione al Capo dello Stato?
Lo Stivale è una scarpa vecchia e macilenta che, senza
i nuovi arrivati sarà destinata nel volgere di qualche
decennio a divenire un enorme Casa di Riposo.
Io, al posto di Giorgio Napolitano, avrei completato la
proposta (ma questa è una provocazione) con la
seguente aggiunta "non hanno più diritto al mantenimento
della cittadinanza italiana tutti i leghisti-della-padania-per-
-l'indipendenza-dall'intelligenza perché il loro incivile
comportamento è di grave nocumento al nome dell'Italia".
Tra un giovane leghista ed un giovane del maghreb è
preferibile il secondo.
Se è vero che i leghisti rappresentano (al Nord) la parte
più giovane dell'elettorato c'è da chiederci se non sia
meglio affidarci alla parte più vecchia.
Inoltre perché non togliere la cittadinanza (se non avesse
provveduto a togliersela da solo) a quel ratto di fogna
fascista che, a Firenze, ha ucciso tre immigrati?
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09:33 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12 dicembre 2011
Sui vitalizi
Sui vitalizi
Grande preoccupazione tra deputati e senatori dopo
l'annuncio di una riforma del vitalizio (pensione) che
andrà ad incidere sulle loro aspettative di futura vita
da privilegiati.
Chi sarà escluso dal vitalizio prossimo futuro mette in
discussione anche quello che viene già percepito da
ex parlamentari dicono i beneficiati (viva la solidarietà
tra 'colleghi').
Solo ora si scopre che il vitalizio è un immorale privilegio
del quale godono i parlamentari e che come tale va
abolito? Meglio tardi che mai, recita una massima
popolare!
Chi invece del vitalizio già ne gode i benefici afferma che:
"""non si possono toccare i diritti già acquisiti e le nuove
norme devono valere per coloro che non hanno maturato
tale diritto""".
Già, i diritti acquisiti! I parlamentari, questi legislatori, non
sono a conoscenza che i "diritti acquisti" sono una specie
di feticcio che si potrebbe agevolmente abolire con una
legge?
Si potrebbe obiettare che, in questo caso, si potrebbero
abolire molti altri privilegi che non riguardano solo i
parlamentari, ma anche alcune categorie sociali come, ad
esempio, i baby pensionati.
E' vero, in Italia esistono centinaia di migliaia di 'favoriti'
che costano circa dieci miliardi di euro all'anno, ma con
una sostanziale differenza: questi hanno usufruito di
norme non prodotte da loro stessi, ma elaborate dai
legislatori che hanno inventato il “beneficio”, quelli, invece,
in qualità di legislatori hanno legiferato a loro esclusivo
vantaggio!
C'è una bella differenza, eccome!
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15:15 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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11 dicembre 2011
Porta a porta
Porta a porta
Nonostante le decine di migliaia di inviti, trasmessi via
web (tra i quali anche il mio), al professor Monti per
indurlo a non partecipare alla trasmissione 'Porta a
porta', ecco che il professore si è presentato ugualmente!
Lo ha fatto martedì 6 dicembre insieme con due ministri
del suo governo (Corrado Passera, ed Elsa Fornero)
ospitati di Emilio Vespa (o di Bruno Fede?) per illustrare
le misure anti crisi che aveva varato due giorni prima.
Questo modo di fare informazione è uno degli aspetti più
fastidiosi inaugurato da stradentiera con la complicità del
'giornalista' (o, forse è il contrario?).
Lo stradentiera aveva eletto questa trasmissione come
luogo di esibizione delle proprie comunicazioni: chi non
ricorda la pagliacciata del 'Contratto con gli italiani' nel
quale superdentiera illustrava - sotto l'amorevole sguardo
del suo ospite - tutte le assurde promesse che poi non
avrebbe mantenuto?
Se gli schow televisivi, queste fastidiose trasmissioni,
avessero qualche utilità per la diffusione del verbo del
padrone, perché non utilizzare Ballarò, o il tg su La7, o
Rai tre, o qualsiasi delle molte reti a disposizione?
Se il professor Monti avesse ritenuto che RaiUno o 'Porta
a Porta' fossero sono più autorevoli, perché non si è
informato preventivamente sul crollo degli ascolti della
rete 'ammiraglia' della Rai, e del crescente discredito che
l'accompagna? Non si è accorto che questa 'ammiraglia'
è diventata un semplice 'guardiamarina?
Si deve credere che anche questo governo, è tentato di
trasformare l'informazione in spettacolo?
C'è da sperare ardentemente di no, ma se così fosse si
deve sinceramente concludere che dal professore - noto
per la sua serietà - ci si poteva attendere qualcosa di
meglio!
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08:58 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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09 dicembre 2011
Alcuni dati
Alcuni dati
Ecco alcuni dati che non dovrebbero essere dimenticati:
Novembre 2006: governo Prodi.
Debito pubblico italiano: 105 per cento del Pil (in discesa).
Spread Btp/Bund: 24 punti.
Novembre 2011: governo di stradentiera.
Debito pubblico italiano: 120 per cento del Pil (in salita).
Spread Btp/Bund: 500 punti circa.
Che dire? Qualcuno avanzerà argomentazioni sulla crisi
mondiale, ed è vero: la crisi esiste, ma aggiungiamo che
a novembre 2007, col governo Prodi, lo spread era a 28
punti e il debito a 105 per cento e che negli anni seguenti,
col governo di stradentiera è aumentato sia il debito che
lo spread.
E allora? Diciamo che chi ha gestito la cosa pubblica negli
ultimi anni ha prodotto tanti e tali guasti ai quali ora occorre
porre rimedio.
E che per porre rimedio si ricorrerà alla medicina di
sempre: tartassare i poveri cristi, imponendo loro gravi
sacrifici.
La trovata del governo tecnico (peraltro non nuova nella
storia di questo Paese) non rappresenta il fallimento della
politica, ma di un certo 'tipo' di politica: quella del satiro
della Brianza.
Tutti sanno che dovrebbe essere la politica a dirigere,
indirizzare l'economia, e non viceversa, ma col governo
tecnico la strada imboccata è un'altra.
In ogni caso, meglio questo governo tecnico che quello
precedente, perché volare raso terra è sempre meglio di
strisciare.
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09:04 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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07 dicembre 2011
Quote
Quote
"""Rivedere le quote d'ingresso in Italia""", suggerivano
qualche giorno fa i vescovi italiani.
Hanno completamente ragione: le quote d'ingresso vanno
riviste, all'insù, perché l'Italia non è in grado di sostenere le
sfide per prossimi decenni. La natalità oscilla tra il pareggio
con la mortalità, o, qualche volta, è leggermente superiore,
ma non fino al punto di essere soddisfacente!
E poiché i connazionali si dimostrano restii alla procreazione
non solo a causa del tenore di vita al quale dovrebbero
rinunciare con l'arrivo di un bimbo, ma soprattutto a causa
dell'insuffucienza di strutture adeguate per l'assistenza ai
figli delle madri lavoratrici, ecco che allora si rinuncia alla
procreazione.
Ma la proposta dei vescovi, ammirevole e condivisibile,
difetta di completezza: accanto alla revisione delle quote
d'ingresso non è stata prevista quella di espulsione:
espulsione per i leghisti padano-veneti!
E' urgente correre ai ripari per completare questa operazione.
La presenza in questa Penisola del leghisti lombardo-veneti
è di grave nocumento per il buon nome di questo Paese
(quel poco di buon nome che è rimasto), la cultura (non
quella consumistica e quella delle frasi fatte) è in affanno,
la credibilità all'estero ha raggiunto livelli così infimi da non
avere paragoni col passato, tranne, forse, con quelli del
ventennio nero.
Ai legisti-per-l'indipendenza-dall'intelligenza deve essere
tolta la cittadinanza italiana per indegnità morale. Devono
essere trasferiti in modo coatto alle frontiere e lasciati liberi
di insediarsi in qualsiasi area adespota.
E' una provocazione, ma ..... come sarebbe bello!
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08:34 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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05 dicembre 2011
Bando alle ciance
Bando alle ciance
Anche questa, al pari di moltissime altre, è una frase fatta!
Frase fatta, sì, ma estremamente azzeccata: ora si deve
valutare il primo operato del nuovo governo non più sulla
speranza di una seria gestione della cosa pubblica, ma sui
fatti.
Le ciance, o per meglio dire, le tre stampelle sulle quali si
doveva reggere la politica di Monti erano, o dovrebbero
essere: crescita, equità, rigore.
Sulla crescita ancora non si può esprimere alcun giudizio
perché non è dato sapere se i sacrifici richiesti la possano
produrre; sull'equità non ci siamo perché chi non ha pagato
continuerà a non farlo, e chi ha pagato continuerà a farlo;
sul rigore si deve constatare che la sua applicazione
avviene a senso unico.
I primi provvedimenti non anticipano nulla di buono sul
proseguo della politica del professor-senatore.
La patrimoniale è un sogno, la lotta all'evasione fiscale lo
è altrettanto.
Diciamolo francamente: da questo governo ci si aspettava
qualcosa in più perché era nato per "fare", per "risanare",
le sorti di questo mal governato Paese, ma non soltanto
sulle spalle dei poveri cristi!
Il pericolo che l'Italia corre è quello di perdere ulteriore
tempo: chi non ha voluto le lezioni politiche anticipate non
le voleva perché credeva di perdere tempo prezioso per
l'avvio del risanamento. Era preferibile un governo
purchessia che, prese in mano le redini, portasse il Paese
lontano dal baratro.
Il governo del professor-senatore è nato (e non poteva
che essere così) ostaggio dei due partiti maggiori i quali
volevano soluzioni diverse (si pensi alla patrimoniale ed
alla riforma delle pensioni).
Chi ne esce meglio sembra essere il partito dello
stradentiera che l'avrà vinta sulla non introduzione della
patrimoniale e chi l'avrà persa sarà i PD che dovrà
ingoiare, obtorto collo, la riforma delle pensioni.
Con questo certificato di nascita questo governo non
credo possa avere una lunga vita.
E se questo si avverasse l'unica soluzione sarebbero le
elezioni politiche anticipate che, se fatte subito, non si
sarebbero perdute settimane e mesi preziosi.
In ogni caso queste sono le prime valutazioni che si
possono trarre dall'esame del decreto di domenica 4
dicembre (ed illustrate subito in una conferenza stampa,
prima ancora di averle presentate al Parlamento,
dimostrando così una scarsa educazione istituzionale).
Forse si dovranno attendere le prossime mosse per un
giudizio più completo, ma l'inizio non pare dei più
entusiasmanti.
Una cosa sola è da valutare positivamente: qualsiasi
governo si fosse insediato dopo quello di stradentiera
sarebbe stato un governo migliore.
Quando si vola raso terra anche alzarsi di un solo
centimetro è un successo!
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08:50 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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02 dicembre 2011
Man spricht deutsch
Man spricht deutsch
Si parla tedesco. L'Europa parla tedesco: questo è ciò che
ha detto con una certa enfasi, interpretando il pensiero di
altri, un deputato tedesco - fedelissimo della cancelliera
Angela Merkel - al congresso della CDU (il partito della
Democrazia Cristiana Tedesca.
Gli ha ribattuto la Berliner Zeitung che """si deve stare attenti
a non farsi prendere troppo la mano, perché non è così che
si costruirà una federazione di libere democrazie""".
Il giornale berlinese ha perfettamente ragione: stiano attenti
a non strafare, a fare i primi della classe: l'Europa e la stessa
Germania non ne ricaverebbero alcun vantaggio.
Questi tedeschi, ai quali vanno senza dubbio riconosciuti
grandi meriti in tutti campi (letteratura, musica, filosofia,
medicina, fisica, chimica, economia, ecc), dovrebbero
cercare di scendere dalla pianta dove - da sempre - sono
appollaiati.
Fatte salve le numerose eccezioni tutti possono constatare
la spocchia, la "puzza sotto il naso" che i numerosi turisti
tedeschi in visita in Italia, in specie quelli più ignoranti,
esibiscono nei nostri confronti: sono convinti che il nostro
Paese faccia parte del terzo mondo al quale si guarda con
un misto di sufficienza e di disprezzo.
L'Italia - dicono - sarebbe un bel Paese se non ci fossero
gli italiani.
A questa visione ha notevolmente influito l'ex presidente del
consiglio il quale non ha mai perso l'occasione per presentarsi
come un pagliaccio nelle attività internazionali.
L'Europa sembra terrorizzata dallo strapotere tedesco, ed i
tedeschi sembrano apprezzare questa paura: non ci vedono
nulla di male.
Angela Merkel, la Bundeskanzlerin, non la pensa certo così,
ma la forza economica della Germania, ottenuta prima
attraverso un euro competitivo e negli ultimi anni grazie alla
politica di austerità, la costringe a svolgere questa leadership
in funzione degli interessi del suo Paese.
La passione di Angela Merkel per l'Europa è autentica, ma è
un'altra Europa, non quella alleanza di democrazie libere e
uguali che i padri fondatori avevano sognato.
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01 dicembre 2011
Qualche speranza?
Qualche speranza?
Qualche speranza per i lavoratori di Termini Imerese
che stanno vivendo la più drammatica esperienza
della loro vita: la fine del loro lavoro e la quasi certa
disoccupazione per il resto della loro vita?
Berluschionne, con quella parlata stenterella e con
quella sua espressione da 'gioppino', la sta facendo
grossa anche questa volta!
Duemileduecento lavoratori sul lastrico, pochissimi
dei quali potranno essere 'accompagnati' fino alla
pensione perché Berluschionne non intende spendere
nemmeno un centesimo.
Per il resto dei lavoratori, che sono la maggioranza,
via, sciò, a casa, e zitti!
Venerdì 25 novembre è stato il loro ultimo giorno di
lavoro e le telecamere che li hanno ripresi all'uscita
della fabbrica ed alla fine dei loro turni, mostravano
un'umanità sconfitta, dolorante e senza speranza.
Fintanto che esistevano, per il padrone, le condizioni
politiche ed economiche per riscuotere dallo Stato
aiuti economici ed affini, tutto andava bene, ora, che la
vacca è stata munta ben bene, è molto più conveniente
lasciare l'Italia per lidi più accoglienti.
La visione di quei poveretti che dopo trent'anni di lavoro
si vedevano messi da parte come uno straccio non ha
provocato soltanto un moto di solidarietà, ma anche di
rabbia!
Dov'era lo stradentiera (la domanda è retorica perché
dove fosse è facilmente immaginabile), dov'era il
ministro Sacchettoni? Era impegnato a lustrare le scarpe
del padrone?
Oggi il senatore Monti ha voluto un nuovo ministro nel
suo governo, la ministra Fornero la quale, nel prendere
possesso del suo Ministero, ha usato termini condivisibili
che mai sarebbero usciti dalla bocca del suo
predecessore: """ ..... le medie e grandi imprese non
possono abbandonare l'Italia e il governo è pronto a fare
la sua parte. E la parte, oggi, in prima battuta, è trovare i
soldi necessari perché i lavoratori di Termini non si trovino
alla miseria. Mi auguro che ciò accada e in fretta, al di là
delle questioni burocratiche e formali. Duemiladuecento
lavoratori licenziati e senza prospettiva di lavoro rendano
ancor più drammatiche e senza sbocco le condizioni del
sud""".
Nessuno è in grado di sapere se le buone intenzioni
del neo ministro si tradurranno in realtà, ma una cosa è
certa: le parole chiare della Fornero non sono mai state
pronunciate da Sacchettoni!
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29 novembre 2011
Esiste ancora
Esiste ancora
Esiste ancora nel nostro amato Paese qualche genio che
ha capito tutto di quanto è avvenuto - e ancora avviene -
in Italia. Ha capito che l'ex presidente del consiglio (ancora
attualmente incollato alla sua stradentiera) è stato il più
grande statista degli ultimi due secoli.
Uno statista rispettato da tutti, anche dagli stranieri, che
non perdevano occasione per magnificarne le doti sulla
loro stampa.
Un emerito (ahinoi) statista che, in ogni occasione
internazionale, veniva festosamente attorniato dai suoi
'colleghi' europei, che gli riconoscevano, in tal modo, tutta
la loro completa ammirazione e solidarietà. Era come il
docente festosamente attorniato dai suoi discenti!
Uno statista acerrimo nemico di tutti i dittatori stranieri:
di Gheddafi, Lukashenko, Putin, ecc. Uno statista, mago
dell'economia, che si è guadagnato il plauso di tutti i
capi di stato e di governo dei Paesi dell'Unione europea
per aver subito compreso - ed agito - la gravità della crisi
e aver saputo mettere al riparo l'Italia.
Quanti siano questi geni che hanno capito tutto è difficile
dirlo, ma a mio parere, e per nostra disgrazia, sono
pochini. Lo si può constatare dal numero dei commentatori
dei post di questo blog, i quali non perdono occasione per
mettere in mostra tutta la loro preparazione ideologica e
politica.
E quando qualcuno di questi vuole commentare questi
post, mi mette in forte difficoltà. Sono così precise e
inconsuete le argomentazioni addotte per contrastare le
mie affermazioni che rimango senza parole.
Stupefatto e gravemente colpito rimango in silenzio a
riflettere sulle profondità di pensiero e sulle ferree tesi che
vi leggo.
Per finire mi corre l'obbligo di non approvare, anzi di
condannare fermamente quelli che hanno elaborato la
seguente equazione e le ignobili battute che ne
conseguono:
Delle tre caratteristiche dei connazionali, se ne possono
accoppiare solamente due, rimanendo esclusa la terza:
- intelligenza;
- onestà:
- appartenenza al Pdl.
Ed ecco le combinazioni che si potranno ottenere:
- Chi è intelligente e del Pdl non può essere onesto;
- chi è onesto e del Pdl non può essere intelligente;
- chi è intelligente e onesto non può essere del Pdl.
Visitatori di questo blog: scegliete voi!
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27 novembre 2011
Un fallimento
Un fallimento
Forse non tutti se ne sono accorti, ma questa crisi è il
fallimento del capitalismo privato!
Ed è anche il crac dello Stato sociale costruito passo
dopo passo nei Paesi occidentali.
Da parecchi decenni, ma soprattutto dalla fine della
seconda guerra mondiale, il mondo capitalistico
occidentale è vissuto al di sopra delle proprie capacità.
Il suo tenore di vita - e consumistico - che, nella prima
fase della sua vita era basato sull'economia e sulla
produzione di beni materiali, si è vieppiù adagiato sulla
finanza.
La finanza non ha prodotto ricchezza vera, ma
ricchezza virtuale, esportandola in tutto il mondo e
producendo la crisi in atto.
Ma mentre il mondo occidentale vive al di sopra delle
possibilità, il terzo mondo vive al di sotto!
Il venti per cento dell'umanità non muore di fame
(semmai ha un problema di obesità), ha un tetto, una
scuola, un lavoro, mentre il restante ottanta per cento
vive al disotto della soglia minima di sopravvivenza.
Oggi il fallimento del capitalismo privato sta
coinvolgendo nella sua crisi mortale anche quella parte
dell'umanità che è sempre vissuta al di sopra delle sue
possibilità.
Torna alla mente un'altra vicenda che, per certi versi,
assomiglia alla presente: una furbata amerikana
inventata per "non pagare dazio". Il riferimento è agli
accordi di Breton Woods degli anni '40, a guerra non
ancora terminata.
Gli accordi prevedevano, fra l'altro, la conversione di
dollari in oro, ovvero 35 dollari potevano essere
immediatamente convertiti in un'oncia d'oro.
Ma a seguito della politica aggressiva degli amerikani,
che ha scatenato nel mondo intero molti conflitti
costosi e sanguinosi, la propria economia è stata
messa in grave crisi.
Per questa ragione gli amerikani hanno deciso di
porre fine alla convertibilità dollari-oro e così chi si
fosse trovato ad avere 35 dollari non poteva più avere
in cambio un'oncia d'oro.
I Paesi alleati - e servili - carichi di dollari si sono
ritrovati con un pugno di carta straccia in mano!
Questo sistema ha permesso agli amerikani di
trasferire i loro debiti e costi di guerra ai fedeli alleati
(Italia tra questi).
Oggi la crisi è partita dagli stessi amerikani di sempre.
Oggi la crisi si trovano a pagarla tutti Paesi occidentali.
E' la palese dimostrazione del fallimento del
capitalismo privato che, anziché essere portatore di
benessere, libertà e democrazia (come si è sempre
strombazzato), è portatore di miserie, guerre ed
ingiustizie sociali.
Nulla potrà più essere come prima e quando il
mondo riuscirà ad uscirne (i tempi saranno molto
lunghi) i ricchi si troveranno ad essere ancora più ricchi,
ed i poveri ancora più poveri.
Al fallimento ha contribuito - in Italia - il passato
governo di stradentiera il quale non ha mai riconosciuto
l'esistenza della crisi, non ha saputo prendere alcun
provvedimento, ma se ne è rimasto beato tra i suoi
servi e le sue escort!
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09:22 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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25 novembre 2011
Ma non c'erano .....?
Ma non c'erano .....?
Ma non c'erano provvedimenti più urgenti da prendere?
Non ha un po' deluso l'avvio del governo Monti, un governo
fortemente voluto da una forte maggioranza parlamentare
per salvare il Paese, e salvarlo velocemente pena il
fallimento?
Che c'entra il decreto su Roma capitale col progetto di
equità e risanamento (le parole d'ordine di Monti)?
Sono ancora troppi i quindici Municipi previsti nel decreto
per Roma capitale approvato dal Consiglio dei ministri.
Il provvedimento ora passa al vaglio del Parlamento che in
quella occasione dovrebbe cercare di persuadere la
maggioranza che ha accordato la fidicia a Monti che 15
municipi nella capitale sono troppi.
Troppi sarebbero 375 consiglieri municipali, con quindici
presidenti di Giunta, 15 presidenti di Consiglio municipale,
60 assessori, 90 commissioni e relativi presidenti.
Alla faccia del risanamento!
Uno spreco inutile di risorse, una marea di politici che
dovrebbero avere il compito di amministrare la capitale
d'Italia.
Con tante persone al governo della città, Roma dovrebbe
essere una città perfetta e non, invece, quella che è!
Quanto costa al contribuente mantenere questo imponente
apparato partitico? E' una domanda che andrebbe rivolta
al sindaco Alemanno ed al nuovo Presidente del Consiglio.
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12:29 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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23 novembre 2011
Goldman Sachs
Goldman Sachs
I tre neo presidenti: Mario Monti, Lucas Papademos, Mario
Draghi che, com'è noto, sono rispettivamente diventati,
nell'ordine, presidente del consiglio italiano, di quello greco
e della banca centrale europea hanno qualcosa in comune:
tutti e tre hanno lavorato per la banca d'affari americana
Goldman Sachs, l'istituto che con al sua influenza è
corresponsabile dal fallimento greco e che sta stringendo
nelle sue spire i Paesi dell'eurozona.
Non è un'accusa perché sono seri e competenti e
l'economia è la loro passione ed hanno alle spalle un lungo
tirocinio di "apprendistato".
Mario Draghi è stato vicepresidente di questa banca
amerikana, per l'Europa, dal 2002 al 2005 ed è l'erede di
quel dipartimento che aveva aiutato il governo greco, di
destra, a truccare i conti come una qualsiasi ditta del
ragionier Brambilla.
Mario Monti è stato consigliere internazionale di Goldman
Sachs dal 2005 a oggi. Il suo compito era quello di fornire
consulenze sugli "affari europei e sulle grandi questioni
delle politiche pubbliche mondiali". In buona sostanza era
quello che aveva il compito di penetrare nel cuore del potere
europeo per difendere gli interessi della Goldman Sachs.
Lucas Papademos è stato governatore della banca centrale
greca dal 1994 al 2002 ed in questo incarico ha svolto un
ruolo poco chiaro nel mascherare, con l'aiuto della Goldman
Sachs, i conti pubblici del suo Paese.
Insomma questa banca ed i suoi dirigenti sono tra i maggiori
responsabili della crisi che ha investito la moneta unica
europea.
Il suo compito principale consiste nel raccogliere informazioni,
in modo del tutto legale, sulle future operazioni o sulla politica
dei tassi d'interesse delle banche centrali.
La banca amerikana preferisce piazzare i suoi uomini con la
massima discrezione, ed è per questo che costoro cercano
di non trovarsi mai in prima linea, ma di essere sempre defilati,
quasi nell'ombra.
Due di questi sono diventati presidenti dei rispettivi governi
nazionali ed io non sono al corrente se in Grecia sia un bene o
un male per il popolo greco, ma senza ombra di dubbio l'Italia
non avrà nulla da perdere.
Dopo un governo, come quello di stradentiera, incapace di
governare (ma capace di usare il potere politico per farsi gli
affari propri), che ha ridotto questa penisola alla grave
condizione di essere considerata una macchietta internazionale,
ogni governo va bene perché è sufficiente una spanna, non per
volare, ma per alzarsi da terra.
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14:11 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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